Anche Yahoo ignora la meta tag keywords

Yahoo ignora le keywords!

È dell’altro ieri la notizia che anche Yahoo ha smesso di prendere in considerazione la meta tag keywords per inserirla nei calcoli per il ranking delle pagine web.

La notizia in qualche modo fa scalpore in quanto finalmente tutti i maggiori motori di ricerca hanno ufficializzato la loro idea su questa mitica meta tag ,e sono daccordo sulla scarsa utilitá avuta da questo tag per il posizionamento.

Fine del keywords stuffing

Almeno nella testata del documento cominceranno ad esserci meno mostruositá riguardo lo stuffing delle parole chiave inserite in quella meta. Per i piú attenti comincerá da subito, immagino, l’eliminazione di quel tag ormai deprecato, mentre per vederlo scomparire del tutto bisognerá forse aspettare che le fonti ufficiali ripetano ancora per qualche tempo che continuare a inserire centiania di parole chiave nella meta keywords é soltanto una grande perdita di tempo.

Visione nuova del web?

Siamo di fronte a una nuova visione del web, costretta forse dall’aumento eccessivo delle forme di Spam, che come sappiamo non hanno solo agito nelle meta tags ma si sono allargate a quasi tutto il documento e sono uscite fuori da esso seguendo la via della posta elettronica con miliardi di email da spazzatura? Si stanno dando da fare per togliere ció che é troppo semplice da usare come spam? Vedremo!

Filtri e penalizzazioni future

Vedremo cosa ci aspetta nel prossimo futuro, riguardo alcune penalizzazioni che ho avuto modo di notare e che sono passate inosservate alla maggiorparte dei non addetti ai lavori. Lo sapevate che il ritrovarsi di colpo in fondo ai risultati di ricerca e non tornare piú ai soliti livelli, potrebbe dipendere dal modo in cui avete trattato il tema sulle vostre pagine?

La ripetizione di una o piú parole chiave ritenute importanti per la pagina, fino a gonfiarla riducendo il senso delle frasi a un indice di naturalezza che scende al di sotto della pura logica, provoca l’intervento di un filtro che si occupa di allontanare il materiale ritenuto poco idoneo, dalle prime posizioni dei risultati di ricerca. A dirla tutta, questa meritata penalizzazione é frutto della naturale conseguenza del gesto meschino, atto a imbrogliare il motore di ricerca. Ben venga quindi, e vergogna a chi ancora oggi tenta di oscurare il lavoro di tanti sviluppatori onesti, mettendosi davanti a loro con l’inganno.

 

Angelo Palma é consulente informatico per il SEO su http://www.webxall.net. I suoi interventi possono essere seguiti sul gruppo di Assistenza webmaster di Google dove interviene come collaboratore principale, aiutando con i suoi consigli e la sua esperienza a sfatare i falsi miti e a moderare con un senso di lealtá gli approcci con il web di oggi.
 

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